EVENTI LIDU

NEWS OMDU

LEGA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI UMANI

Riccardo Bauer  

Nel 1974, con la Presidenza di Riccardo Bauer, si costituisce a Milano la Lega Internazionale per i Diritti Umani.

LA L.I.D.U. è una libera Associazione, senza fini di lucro, l cui obbiettivi sono:

  • promuovere la conoscenza e la difesa dei diritti dell’individuo nello Stato e nella Comunità Internazionale secondo lo spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite;

  • far conoscere lo spirito che anima la Dichiarazione ed i valori che essa veicola, nel tentativo di sensibilizzare i giovani all’uso responsabile della libertà in rapporti di consapevole e reciproco rispetto, tanto più necessario in una società globale e composita.

Affiliata all’International League for the Rights of Man di New York, (Agenzia consultiva dell'ONU), la Lega Internazionale per i Diritti Umani, si prefigge di far conoscere lo spirito che anima la Dichiarazione ed i valori che essa veicola, in una maggiore sensibilizzazione dell’uso responsabile della libertà, in rapporti di consapevole e reciproco rispetto, estremamente necessario in una società globale e composita, attraverso una serie di iniziative rivolte alla diffusione dei principi espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La LIDU lavora costantemente dal 1974, combattendo in prima linea la battaglia per la salvaguardia dei diritti e della dignità umana, operando incessantemente per dare un significato ed un effetto reale a quanto sancito dai trattati e le convenzioni internazionali in tema di diritti umani e salvaguardia delle minoranze.

ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE:

  Morris Lorenzo Ghezzi Morris Lorenzo Ghezzi
(Presidente)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Italia, Lombardia: Milano)


 
  Michele Marzulli Michele Marzulli
(Segretario Generale)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Italia, Lazio: Roma)


Comitati Internazionali:

Nicoletta Lavadac   Nicoletta Lavadac
(Presidente comitato Ginevra)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Swiss: Geneve)
  Luciano Bergamaschi  

Carmela Tadicini
(Presidente comitato Parigi)
FAS ARTUIM
(France: Paris)

 

Sezioni Regionali Italiane:

Mauro Marenco   Mauro Marenco
(Presidente sez. Piemonte)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Piemonte: Terzo/Alessandria)
  Luciano Bergamaschi  

Luciano Bergamaschi
(Presidente sez. Trentino-Alto Adige)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Trentino-Alto Adige: )

 
Paolo De Faveri  

Paolo De Faveri
(Presidente sez. Veneto)
Lega Internazionale Per i Diritti Umani
(Veneto: Padova)

  Renzo Brunetti  

Renzo Brunetti
(Presidente sez. Liguria)
Lega Internazionale Per i Diritti Umani
(Liguria: Savona)

 
Gaetano Cuozzo  

Gaetano Cuozzo
(Vice-Presidente sez. Liguria)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Liguria: Genova)

  Tiziano Busca  

Tiziano Busca
(Presidente sez. Marche)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Marche: )

 
Olinto Dini  

Olinto Dini
(Presidente sez. Toscana)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Toscana ONLUS: Firenze)

  Massimo Bomba  

Massimo Bomba
(Presidente sez. Abruzzo)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Abruzzo: )

 
Alessandra Raffi  

Alessandra Raffi
(Presidente sez. Romagna)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Romagna: Ravenna)

  Stincardini  


(Presidente sez. Emilia)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Emilia: )

 
Massimo Biondi  

Massimo Biondi
(Presidente sez. Campania)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Campania: )

  Roberto Sciarrone  

Roberto Sciarrone
(Presidente sez. Puglia)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Puglia: Taranto)

 
Placido Quercia  

Placido Quercia
(Presidente sez. Sicilia)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Sicilia: Catania)

  Marco Manca  

Marco Manca
(Presidente sez. Sardegna)
Lega Internazionale per i Diritti Umani
(Sardegna: Oristano )





In collaborazione con:
             
Piero Amos Nannini  

Piero Amos Nannini
Società Umanitaria
(Fondazione P. M. Loria - Milano)

  Alfredo Arpaia   Alfredo Arpaia
Lega Italiana per i Diritti Umani (ONLUS)
(Lazio: Roma)
 


[ chiudi sezione ]

AMBASCIATORI E CAVALIERI DEI DIRITTI UMANI

Riccardo Bauer  

Ambasciatori dei diritti umani: è un progetto ideato da Tiziana Gardini, presidentessa della Sezione di Milano della L.I.D.U. (Lega Internazionale per i Diritti Umani) associazione affiliata alla International League for the Rights of Men di New York.

Lo scopo è di coinvolgere gli studenti delle ultime due classi degli Istituti Superiori e far conoscere lo spirito che anima la Dichiarazione dei Diritti Umani nel tentativo di sensibilizzare i giovani all’uso responsabile della libertà in rapporti di consapevole e reciproco rispetto.

Attraverso un elaborato a tema, vengono premiati alcuni studenti che ottengono la nomina di Ambasciatori dei Diritti Umani, viene assegnato proprio un diploma, ad indicare l’assunzione dell’impegno civile che si apprestano a prendere.

L'iniziativa promossa dalla Lega Internazionale per i Diritti Umani (International League for Human Rights - Italy), in collaborazione con la Società Umanitaria e con la SIOI (Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale), è nata a Milano nell'anno scolastico 2008/09 e da allora è stata ripetuta ogni anno con sempre maggiore successo, estendendo la propria attività anche a Roma ed a Napoli.

Cavalieri dei diritti umani: la LIDU e la Società Umanitaria, forti della loro tradizione, dal 2008 hanno sentito l’esigenza di un impegno concreto nel testimoniare e nel rendere omaggio all’alto valore che contraddistingue l’operato degli appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine nel nostro Paese.

Il premio nasce dalla convinzione della necessità di testimoniare, attraverso le persone premiate, un impegno operativo concreto in favore del rispetto della vita umana e della sua dignità.

 

ambasciatori

Una Cerimonia particolarmente cara alla nostra benemerita Istituzione, che trova la propria ragion d’essere in interventi sociali e culturali attenti in prima istanza alle fasce più deboli della popolazione battendosi sin dalla sua fondazione per la difesa di tutti gli uomini, senza distinzione di estrazione sociale, provenienza geografica o di credo, fornendo loro accoglienza, istruzione e lavoro, ovvero pari dignità.

Una manifestazione quindi, quanto più lontana dall’essere espressione di lode per atti eroici, ma che al contrario ha voluto porre l’attenzione su coloro che, svolgendo quotidianamente il proprio lavoro nell’ambito dell’ordine pubblico e della difesa dei cittadini, al di là del dovere, hanno dimostrato impegno costante, sacrificio e dedizione, nonché esemplare umanità, in nome della tutela della società civile, e di tutti noi che vi facciamo parte.

AMBASCIATORI

CENTRO STUDI DEVIANZA, MARGINALITÀ E MUTAMENTI SOCIALI

CSDMMS-LIDU  

Il Centro Studi su Devianza, Marginalità e Mutamenti Sociali della Lega Internazionale dei Diritti Umani nasce come spazio d’incontro e confronto tra ricercatori, studenti e operatori del settore sociologico, con l’obiettivo di produrre studi, documentazione, formazione e ricerca qualificata nel campo della devianza giuridica, della marginalità e dei mutamenti e le trasformazioni sociali.

Il Centro Studi della LIDU vuole contribuire a sostenere lo sviluppo in Italia di programmi rigorosi di ricerca empirica sulla devianza giuridica ed istituzionale, sui mutamenti delle forme delle organizzazioni (pubbliche, private, familiari), delle abitudini individuali e delle marginalità sociali

Il nostro Centro Studi partecipa alla ricerca internazionale sulle forme di devianza e di marginalità (e sul rapporto tra i modelli di trasformazione sociale e i modelli di giustizia) con l’ambizione di favorire l’analisi dei mutamenti sociali attivati da tali comportamenti, anche al fine di evidenziare scostamenti dai dettami proposi dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In tal senso il Centro Studi della LIDU promuove la ricerca comparativa, multidisciplinare e multi-situata, anche attraverso indagini demoscopiche e collaborazioni con enti ed organizzazioni pubbliche e private, e si rivolge allo specifico contesto di istituzioni pubbliche, aziende ospedaliere, organizzazioni di categoria e di volontariato, enti ed organizzazioni private, enti di ricerca nazionali ed internazionali.

Comitato scientifico del Centro Studi LIDU:
prof. Morris L. Ghezzi (Presidente)
prof. Michele Marzulli (Coordinatore)
prof. Virgin Paolo Gastaldi
prof. Marco Quitoz Vitale
prof. Antonio Toffoletto
prof. Antonio Panaino
prof. Agostino Carrino
prof.ssa Nicoletta Lavadac

prof.ssa Elena Zanetti
prof. Paolo Ricotti
prof. Pierre Della Vigna
prof. Marco Cuzzi
prof. Alessandro Cecchi Paone
prof.ssa Isabella Merzagora
prof. Arturo Colombo
prof. Gustavo Ghidini

prof. Renato Coluccia
avv. Eugenio Barlassina
avv. Pierpaolo Urbano
avv. Ilaria Livigni
avv. Fabio Barbaro
avv. Enrico Damiani
avv. Paolo Grasso
avv. Daniela Zavattarelli

In collaborazione con:

mimeis
Mimesis Edizioni

thémis
Thémis Edizioni

 


 

PUBBLICAZIONI E DOWNLOAD

La LIDU promuove eventi, manifestazioni, associazioni, partners che siano attivi e vigili nel campo della tutela dei diritti umani e, a questo proposito, promuove autori, libri e cultura contemporanea nel tentativo di incidere nell'opinione pubblica ed assicurare una possibilità a tutti gli uomini e donne di buona volontà, per il bene comune.

A questo proposito, in questa sezione, vengono riportati documenti in download libero ed un elenco di pubblicazioni di autori e collane che fanno a Noi riferimento.


link to DF DOCUMENTI NAZIONI UNITE ED UNIONE EUROPEA:

  • DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI (1948)
  • Inglese
    Maltese
    Arabo
    Francese
    Spagnolo
    Turco


  • CONSIGLIO D’EUROPA: CONVENZIONE EUROPEA PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI UMANI E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI (1950)

  • CONVENZIONE INTERNAZIONALE SULL’ELIMINAZIONE DI OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE RAZZIALE (1965)

  • DICHIARAZIONE SULL’ELIMINAZIONE DI TUTTE LE FORME D’INTOLLERANZA E DI DISCRIMINAZIONE FONDATE SULLA RELIGIONE O IL CREDO (1981)

  • DICHIARAZIONE UNIVERSALE SULLA BIOETICA DEI DIRITTI UMANI (1993)



  • link to DF DOCUMENTI DELLA LEGA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI:

  • TOLLERANZA COME LIMITE DEI PROPRI VALORI (di M. L. Ghezzi)

  • STATO E DIRITTO PENALE MINIMO (di M. L. Ghezzi)

  • IL DOLORE IN OSPEDALE (di R. Coluccia)

  • “GENERE” COME RUOLO ORGANIZZATIVO FUNZIONALE (di M. Marzulli)



  • link to BUY LETTURE CONSIGLIATE:
    La giustizia come conflitto

    Morris L. Ghezzi
    Alla ricerca del diritto certo

    Il libro inaugura una nuova collana di Mimesis, diretta da Morris L. Ghezzi, intitolata Law without law e dedicata alla sociologia del diritto. L’opera richiama l’attenzione sull’esigenza primaria, per le democrazie occidentali, di disporre, in quanto possibile, di un diritto certo. In quest’opera di ricerca la disciplina sociologico-giuridica svolge un ruolo da protagonista. Gli autori evidenziano il diritto operante in senso collettivo sulle realtà, quindi rispetto alle norme giuridiche astratte; l’operare fisiologico dei rapporti giuridici in contrapposizione all’intervento giudiziario in situazioni patologiche. In questa prospettiva il ruolo dell’avvocato, come giurista operatore e censitore del diritto, trova una profonda rivalutazione, in quanto protettore dell’interesse certo della propria clientela a fronte di un non sempre chiaro interesse statale, proprio della magistratura. L’antistatalismo di questo studio passa attraverso l’incertezza del diritto, ora scartata ed ora inaspettata, che viene descritta dagli Autori nella discrezionalità dei suoi operatori e nell’instabilità delle norme. Il testo si chiude con una ipotesi di ricerca empirica, che costituisce un esempio, un esercizio dimostrativo, delle forti potenzialità euristiche insite nella disciplina sociologico-giuridica.

     
    Diritto alla privacy e diritto di associazione

    Morris L. Ghezzi
    Le ceneri del diritto

    Lo Stato italiano, dall’unità ai giorni nostri, si è comportato nei confronti dei suoi cittadini prevalentemente più come un malfattore che come un rappresentante ed un tutore dei loro interessi e diritti. Tale situazione costringe chi ne analizza i vari aspetti storici, culturali, giuridici ed istituzionali a non parlarne altro che in senso negativo. Dall’insuperato conflitto medioevale tra Stato e Chiesa, tra laici e cattolici ad una sorta di continuità culturale e comportamentale autocratica del Regno d’Italia con la Prima e la Seconda Repubblica, attraverso il fascismo, lo Stato italiano ha costantemente manifestato un fermo disprezzo verso le leggi da lui stesso emanate e verso la partecipazione democratica dei cittadini alla vita della cosa pubblica. I suoi gruppi dirigenti si sono spesso appoggiati, per governare indisturbati, alla delinquenza organizzata ed il trasformismo politico, l’indifferenza ideale e l’arroganza di voler conservare il potere a qualsiasi prezzo sono costantemente stati i loro principali segni distintivi, sino al punto di rendere spontaneo il quesito se sia preferibile per il cittadino italiano la legalità statale o l’illegalità civile. La globalizzazione pare finalmente in grado di fare giustizia sommaria di tutti gli Stati e, quindi, anche di quello italiano; ma senza un fermo richiamo al pluralismo giuridico ed al relativismo dei valori il rimedio non rischia, forse, di essere peggiore del male?

     
     
    Diritto alla privacy e diritto di associazione

    Marco A. Quiroz Vitale
    Diritto alla privacy e diritto di associazione

    L’architettura del Codice della privacy è stata profondamente modificata dalla decretazione d’urgenza disposta a cavallo tra il 2011 ed il 2012 dal Governo italiano alle prese con le misure anticrisi. L’art. 40 del D.L. 201/2011, in particolare, ha introdotto rilevanti modifiche con la finalità dichiarata di “ridurre gli adempimenti amministrativi per le imprese”, in realtà tale norma ha modificato radicalmente l’intero campo di applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali escludendo la rilevanza – ai fini dell’applicazione del Codice della privacy – di tutti i dati contenenti informazioni relative a “persone giuridiche enti o associazioni”. Si tratta quindi di un provvedimento che non configura una mera “semplificazione”, come potrebbe lasciare intendere la rubrica, bensì una vera e propria deregulation. Le modifiche legislative offrono la possibilità di ripensare criticamente, in chiave sociologico-giuridica, al problema del riconoscimento del diritto alla riservatezza nelle formazioni sociali ed in particolare nell’ambito delle associazioni. Il volume affronta, in particolare, il tema del contrasto e del conflitto tra la libertà di associazione ed il diritto alla privacy, in una cornice teorica ispirata al pluralismo politico e giuridico, cercando di evidenziare e sviscerare i principali problemi di teoria generale del diritto posti dalla normativa sul trattamento dei dati personali e dai suoi ultimi svolgimenti.

     
     
    Salute e sicurezza sul lavoro come scelta strategica

    Michele Marzulli e Pierpaolo Urbano
    Salute e sicurezza sul lavoro come scelta strategica

    Sicurezza, redditività e prestigio aziendale possono andare di pari passo. I due autori, attraverso uno studio sociologico, tracciano, partendo dal quadro normativo, la strada per trasformare il costo per la sicurezza in una leva strategica. L’analisi prende le mosse dal Consiglio di Lisbona, che segna la nascita di un nuovo paradigma europeo per la sicurezza su lavoro, si sofferma su uno studio empirico sulla dinamica degli incidenti sul lavoro, sino ad arrivare alla recente normativa italiana. Nella seconda parte del volume vi è un breve compendio normativo.

     

     

     
    Dinamiche giuridiche nella società dell’informazione

    Barbara Troncarelli
    Dinamiche giuridiche nella società dell’informazione

    Nella "società dell’informazione", in quanto società tendenzialmente globale imperniata sull’uso dei mezzi infotelematici, emerge la crescente necessità di tendere ad una nuova ‘società della conoscenza’, quale graduale evoluzione verso un sapere tecnologico maggiormente a misura d’uomo. Ciò significa un livello di sviluppo caratterizzato sul piano normativo, etico e giuridico, da un accresciuto senso di consapevolezza dei rischi, responsabilità e precauzione, in linea con i richiami dell’Unione Europea non solo ad una più produttiva ‘economia della conoscenza’, ma anche all’indispensabile riconoscimento di princìpi condivisi e diritti fondamentali. In tali dinamiche della complessità sociale, assume un significato determinante il nesso dialettico di ‘unità nella differenza’ tra elementi eterogenei ma tutti imprescindibili, quali privato e pubblico, libertà individuale e controllo sociale, privacy e sicurezza.

     

     
    Il difensore civico e la burocrazia

    Marco A. Quiroz Vitale [a cura di]
    Il difensore civico e la burocrazia

    Il punto di vista dell’Ombudsman realizza un riequilibrio dell’originario rapporto di potere che vede i cittadini di gran lunga svantaggiati rispetto ai burocrati, senza tuttavia sposare pregiudizialmente la causa dell’interesse privato né esprimere un interesse pubblico specifico. In questo senso possiamo ipotizzare che grazie all’attività dell’Ombudsman, cioè nel corso delle relazioni sociali che si intrecciano attorno a questa figura, molti profili discrezionali dell’attività amministrativa, che diversamente resterebbero occulti o sottostimati, potrebbero invece emergere ed essere sottoposti a maggiori controlli e garanzie di giustizia. I contributi degli autori affrontano questi temi, e altri ad essi connessi, in un itinerario originale che costituisce un tentativo di affrontare, nell’ottica socio-giuridica e teorica, il nodo della discrezionalità nella pubblica amministrazione.

     

     
    Federalismo laico e democratico

    Morris L Ghezzi
    Federalismo laico e democratico

    L’unità nazionale italiana del 1861 ha realizzato anche la liberazione e la modernizzazione del Paese? La risposta è decisamente negativa! Dalla sua nascita ai tempi odierni in Italia le forze politiche autoritarie e conservatrici sono sempre riuscite a sconfiggere quelle democratiche e progressiste ed i sudditi non sono mai diventati cittadini. Per citare Piero Gobetti: il fascismo è l’autobiografia della nazione. Lo Stato moderno in Italia non è riuscito a sconfiggere l’Ancien Régime, la mentalità teocratica, monarchica e centralista; dunque, il grande sogno risorgimentale di un governo repubblicano, federalista e democratico è ancora tutto da costruire.

     
    Il male nascosto

    Michele Marzulli
    Il male nascosto - Il dramma del malessere nei luoghi di lavoro

    L’autore, prendendo le mosse da un fatto di cronaca relativo al suicidio di un dipendente di France Telecom a causa dello stress provocatogli dai rapporti lavorativi, affronta il tema del disagio psicologico e del malessere nei luoghi di lavoro (disagio relazionale, stress lavoro-correlato, mobbing, ecc.). Il nuovo lavoro di Michele Marzulli si inserisce nella collana di Sociologia del Diritto, Law without law, con un argomento di estrema attualità e di grande rilevanza sociologica, in particolare per la Sociologia del Lavoro. L’opera, che nasce con scopi eminentemente didattici, si propone di affrontare le tematiche in parola sicuramente con rigore scientifico e, nel contempo, intende comunicare con un linguaggio di facile lettura l’importanza di tali tematiche non solo agli studenti, ma anche a quel ben più vasto pubblico composto da tutti coloro che risultano esposti ai pericoli da malessere lavorativo.

     
    La giustizia come conflitto

    Agostino Carrino
    La giustizia come conflitto

    Nei saggi raccolti in questo volume si affronta il problema della involuzione della forma teorica, delle tecniche e delle istituzioni tradizionali dello Stato costituzionale contemporaneo (parlamento e governo, partito politico, alternativa federalista, principio di uguaglianza e tutela delle libertà) fra tradizione liberale e trasformazione democratica. L’analisi si svolge sullo sfondo della crescente difficoltà di una rappresentanza politica in grado di legittimare la capacità di decisione delle istanze di governo, messa in crisi dal superamento della forma-partito e dalla erosione dello Stato nazionale. Fino a che punto il rischio di uno Stato dei giudici come sostituto del classico Stato di diritto liberale è soltanto una conseguenza dei limiti della democrazia quale forma di governo e non anche l’effetto di una radicale perdita di autonomia del politico in quanto tale? L’Autore ripercorre i nodi problematici di un progetto politico, quello moderno, sempre più incapace, nell’età della globalizzazione, di tenere fede alle proprie promesse di liberazione dell’individuo e delle comunità.

     
    La scienza del dubbio

    Morris L. Ghezzi
    La scienza del dubbio

    Le profonde trasformazioni culturali, che lo sviluppo tecnologico ha imposto negli ultimi decenni alle società industriali e postindustriali, costringono a un profondo ripensamento intorno ai principi ispiratori e ai modelli concettuali posti alla base del diritto e dello Stato. In particolare, l’ormai imprescindibile e costante richiamo al fondamento individuale delle democrazie occidentali, alla non rinunziabile autonomia del singolo essere umano e al conseguente relativismo valoriale impone una radicale revisione istituzionale, che non può che prendere le mosse anche da una rinnovata visione giuridica, sempre più estetica e sempre meno etica. La Sociologia del diritto, in questa sede rivisitata attraverso l’opera di alcuni dei suoi principali autori, si presenta come un potente strumento critico, animato dal dubbio, di trasformazione sociale.

     
    Napolitano Re della Repubblica

    Paolo Becchi e Daniele Granara
    Napolitano Re della Repubblica

    Attraverso un esame critico della seconda Presidenza di Giorgio Napolitano, il volume esamina alcuni passaggi significativi del suo secondo mandato (già di per sé eccezionale, come le sue dimissioni assai anticipate hanno dimostrato), per valutare la loro incidenza sulla dialettica politica, la quale, secondo la Costituzione, deve restare estranea al ruolo presidenziale di garanzia. Lo studio, svolto da una prospettiva costituzionalistica e da una prospettiva più propriamente filosofico-sociologica, si propone di verificare, con documentazione obiettiva e rigore metodologico, se Napolitano abbia varcato il confine del suo ruolo, trascinando, nell’inerzia degli altri organi costituzionali, il sistema verso una forma di governo semi-presidenziale o addirittura presidenziale. Si tratta di un inedito interventismo attivo sui problemi istituzionali, politici ed economici, avvenuto nel sostanziale silenzio (se non con l’adesione) di gran parte degli organi di informazione e, conseguentemente, nell’assenza di analisi critica da parte dell’opinione pubblica, supina rispetto ad un modo di interpretare le istituzioni, che avrebbe invece richiesto consapevolezza dell’esercizio del potere e dei suoi limiti.

     
    I delitti di criminalità organizzata in Sicilia

    Giuseppe Giuria
    I delitti di criminalità organizzata in Sicilia

    Il lavoro propone l’analisi di oltre 700 sentenze penali su delitti di criminalità organizzata divenute irrevocabili, per almeno uno degli eventuali imputati, tra il 2000 e il 2006 nei quattro distretti di Corte di Appello della Regione Siciliana. Il tentativo è fare emergere cosa la macchina giustizia “vede” del fenomeno criminalità organizzata e di tipo mafioso attraverso una ricostruzione empirica della pratica giurisprudenziale. Il disegno della ricerca si concentra su alcuni classici interrogativi che riguardano la giurisprudenza penale: il rapporto tra scelta del rito processuale ed esito finale del giudizio; la relazione tra durata sia dei processi, sia dei procedimenti in rapporto alla scelta del rito; il rapporto tra status dell’imputato ed esito del processo; la possibilità di definizione e quantificazione, giudizialmente accertata, del costo economico sopportato dalle imprese come vittime o strumenti del reato. I risultati raggiunti, sulla popolazione analizzata, per un verso, ribadiscono alcuni elementi acquisiti al patrimonio conoscitivo delle recenti ricerche sul tema della criminalità organizzata e di tipo mafioso – sfatando alcuni luoghi comuni sulla durata del processo; per un altro, mettono in relazione le differenze di giudizio su casi simili, nei diversi distretti di Corte di Appello siciliani, con le diverse “culture giuridiche locali”.

     
    Il sapere specialistico nel giudizio penale

    Deborah De Felice
    Il sapere specialistico nel giudizio penale

    Il lavoro tenta una ricostruzione – nella dinamica processuale –del rapporto tra il giudice e l’esperto (il consulente di parte e/o il perito) prendendo spunto dalle esperienze più significative di alcune sentenze penali, non solo italiane, che hanno suscitato un dibattito serrato anche a livello internazionale. Il problema centrale riguarda il confronto tra due tipi di saperi – quello della scienza e quello del diritto – resi incommensurabili dai differenti codici di comunicazione, la cui convivenza normativamente definita in contesti probatori è tuttavia necessaria per la riproduzione del “sistema giustizia”. L’analisi proposta si interroga sulle modalità e il grado di penetrazione dei risultati delle più recenti acquisizioni scientifiche, sulla formulazione o sulla riformulazione di alcuni dei problemi classici del diritto, anche nelle riflessioni sviluppate dalla dottrina giuridica. Orientando l’analisi a partire dalla struttura del procedimento giuridico - in cui i due tipi di conoscenza sono chiamati a “convivere” – è possibile mostrare come molti dei problemi emersi evidenzino il rischio di una trasformazione poco controllata dei caratteri della stessa decisione giudiziale.

     
    Il sapere specialistico nel giudizio penale

    Marco A. Quiroz Vitale [a cura di]
    Diritto il dono di Epimeteo

    Il volume collettaneo affronta i nodi teorici e pratici della mediazione civile obbligatoria, reintrodotta in Italia a seguito dell’approvazione del Decreto Legislativo n. 69 del 21 giugno 2013, e tocca anche altri profi li della mediazione come quella in campo penale e tributario o quella facoltativa, realizzando un dialogo tra giuristi, fi losofi e sociologi del diritto e della politica. Gli Autori utilizzano ed illustrano forme di pensiero prospettico e retrospettivo che, nella cultura umana, convivono e rivaleggiano dai tempi più antichi. Questo volume, si propone di alimentare un dibattito civile ed accademico rispetto all’utilizzo nel nostro Paese della forma del processo (civile e penale) e al ricorso ai metodi di ADR per strutturare un confl itto sociale che si delinea più acceso e dirompente che mai. 

     
    Sociologia giuridica del lavoro

    Morris L. Ghezzi [a cura di]
    Sociologia giuridica del lavoro

    La presente pubblicazione, introdotta da un saggio di Morris L. Ghezzi, raccoglie l’opera di numerosi autori, che hanno contribuito a sviluppare un ampio ed approfondito dibattito sul tema della Sociologia del Diritto del Lavoro. Antonio Toffoletto ha tracciato l’evoluzione storica del mondo del lavoro e della sua regolamentazione giuridica nell’Italia industriale. Pierpaolo Urbano si è occupato di inserire il tema della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’ambito della normativa giuridica dell’Unione Europea. Marco A. Quiroz Vitale ha applicato la visione pluralistica giuridica ai modelli di organizzazione e di sicurezza del lavoro. Michele Marzulli ha svolto il tema del lavoro, visto come quel rapporto che fornisce il proprio volto alla società. Daniela Zavattarelli, Ilaria Li Vigni e Simonetta Balboni hanno affrontato il tema delle discriminazioni di genere e delle pari opportunità nel mondo del lavoro. Enrico Damiani di Vergata Franzetti, infi ne, partendo dalle relazioni annuali presentate dai Procuratori Generali presso la Corte di Cassazione tra il 1948 ed il 1961, ha compiuto una ricerca empirica intorno all’ideologia della Magistratura italiana in materia di sciopero.

     
    Gino Germani sociologo dei diritti e delle libertà

    Marco A. Quiroz Vitale
    Gino Germani sociologo dei diritti e delle libertà

    Il saggio è dedicato agli studi di sociologia politica e giuridica di Gino Germani (1911-1979), uno dei sociologi italiani che hanno riscosso maggiore successo internazionale; antifascista ed esule politico fu un indomito difensore della libertà, seguendo un originale percorso di ricerca intellettuale che lo portò ad insegnare nelle prestigiose Università di Buenos Aires, di Harvard ed infine di Napoli e Roma. Gli studi di Germani sono riletti, per la prima volta, dal punto di vista della sociologia del diritto, cioè col proposito di individuare la struttura e la funzione del diritto nella società moderna e post-moderna. Le opere del sociologo romano sono, al riguardo, ricche di spunti e intuizioni; non solo quelle dedicate alla marginalità sociale – il tema più direttamente e strettamente connesso con gli interessi della sociologia giuridica – ma anche e soprattutto quelle dedicate alla partecipazione dei cittadini, dei gruppi e delle classi alla costruzione politica della democrazia. Infine, ma non in ordine d’importanza, gli studi di Germani ci portano nel cuore del fenomeno del mutamento sociale nelle società moderne. Ci offrono quindi la migliore prospettiva per cogliere anche la dinamica del mutamento giuridico, i suoi ritmi ed i pericoli che corrono i valori attorno ai quali la sociologia del Novecento, a cavallo dei due Mondi, si è sviluppata: la libertà, la giustizia sociale ed il rispetto dei diritti umani.

     
    La chimera: glabalizazione, comunicazione e diritto in Italia

    Michele Marzulli
    La chimera: glabalizazione, comunicazione e diritto in Italia

    Il libro nasce da un vasto dibattito che si è svolto e continua a svolgersi nell’ambito della Cattedra di Sociologia del Diritto dell’Università degli Studi di Milano intorno al tema della post-modernità e del nichilismo nell’epoca della globalizzazione. Nel testo il corpo centrale di tale dibattito è rappresentato dal saggio di Michele Marzulli (docente di Sociologia delle istituzioni pubbliche e comunicazione politica presso l’Università E-Campus). Parti delle riflessioni sul tema sono poi state sintetizzate dall’introduzione di Nicoletta Ladavac Bersier (Direttore Istituto Thémis – Centre d’Etudes de Philosophie du Droit, de Sociologie du Droit ed de Théorie du Droit di Ginevra). Marco Quiroz Vitale (Professore aggregato dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento C. Beccaria), infine, ha ulteriormente sviluppato il tema del nichilismo nella direzione più specifica del diritto.